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Pumpkin pie.

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Mi risulta difficile scrivere a proposito della Crostata Di Zucca. Perché si annovera nei primi posti della mia personale top ten dolciaria.
Non saprei come descriverla, davvero, perché i casi sono due: o siete amanti della zucca, ne subite il fascino e apprezzate qualsiasi sua applicazione nel mondo culinario (dunque per voi una fetta di questa pie sarà puro paradiso) oppure proprio non vi convince questo bitorzoluto e assai ingombrante ortaggio, lo trovate troppo dolciastro e lontano dai vostri gusti… In tal caso, forse la pumpkin pie classica non fa al caso vostro.

MA (perché c’è sempre un ma) è stata un’enorme soddisfazione vedere mio fratello, che di solito storce la bocca ogni qual volta gli venga presentato un piatto che contenga zucca e/o cannella, apprezzare questo dolce particolare ed estraneo alla nostra tradizione e osservarlo sbalordirsi di ciò che le sue papille gustative gli suggerivano!

Non so se questa si possa definire l’eccezione che conferma la regola sopradetta… Comunque, non si può mai predire cosa il nostro palato troverà gradevole in un dato momento.

Chissà, magari anch’io un domani riuscirò a comprendere come si possa stravedere per un panino con il lampredotto!

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(da Sale e Pepe, Novembre 2009)

Ingredienti

Per la base di brisée:

200 g di farina 00
100 g di burro freddo a pezzetti
1 pizzico di sale
5 cucchiai di acqua fredda

Fate una fontana con la farina setacciata insieme al sale, unite nel centro il burro a pezzetti e iniziate a lavorare il tutto con la punta delle dita, fino ad ottenere un composto sabbioso e granuloso; a quel punto riformate una fontana e mettete l’acqua al centro; impastate quel tanto che basta a compattare il composto, avvolgete con pellicola e mettete in frigo per almeno 1 ora buona.

Per il ripieno:

2 kg di zucca di Chioggia
130 g di zucchero di canna chiaro
200 ml di panna fresca
3 uova
cannella e noce moscata qb

I. Preriscaldate il forno a 180°. Affettate a spicchi la zucca, con la buccia ma togliendo i filamenti interni ed i semi; sistemate le fette su una teglia rivestita di carta forno e cuocete per 50 minuti: la polpa dev’essere morbida se la infilzate con uno stecchino.

II. Lasciate intiepidire le fette, poi togliete la buccia e passate la polpa a pezzi al passaverdure (credo si possa fare anche frullare, ma con il passaverdure otterrete una purea più liscia ed omogenea).

A questo punto avete raggiunto il primo step: siete riuscite a procurarvi il famosissimo pumpkin puree, che negli States si trova bell’e pronto in ogni buco di minimarket! Certo però la soddisfazione di averlo home made non è da poco!

III. Unite al pumpkin puree lo zucchero, la panna, le uova e una generosa dose di spezie (in America ovviamente esiste la pumpkin pie spice blend, un mix ben calibrato di spezie varie creato apposta per questa crostata, ma voi usate quelle che più vi aggradano tra cannella, noce moscata, zenzero, chiodi di garofano, vaniglia). Mescolate con una frusta.

Adesso alzate la temperatura del forno a 200°; prendete dal frigo la vostra brisée, stendetela e foderateci una teglia da crostata di 24 cm di diametro ben imburrata e possibilmente con il fondo removibile; versate all’interno il composto di zucca, livellatelo bene e cuocete a 200° per il primo quarto d’ora, poi a 180° per 40 minuti. Lasciatela freddare su una griglia e servitela con un ciuffo di panna montata, accompagnata da caffè nero o tè speziato.

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Note

- Se volete potete preparare in anticipo (il giorno prima) sia la brisée che la purea di zucca: vi farà risparmiare parecchio tempo!

- io avevo finito la panna, così per abbellire la torta ho semplicemente disegnato e ritagliato la sagoma di una foglia, l'ho poggiata sulla superficie della torta cotta e ho spolverizzato il tutto con abbondante zucchero a velo... NB: fatelo immediatamente prima di servirla, perché lo zucchero tende ad essere assorbito dal ripieno, molto umido.

Coulants au chocolat (roba da principianti!)

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Il classico tortinodicioccolatocolcuorefondente è un po' da ristorante, lo ammetto... Mi pare un po' sorpassato, poco allettante, insomma roba da principianti.

Ma se con mossa astuta gli cambi il nome e lo fai diventare un coulant acquista tutto un altro charme, diventa chic, cool, di tendenza.

E all'improvviso ti senti un'acclamata chef internazionale con la puzza sotto il naso che trascorre la vita preparando deliziosi croque en bouche, fantasmagoriche bisque e che condisce le sue insalate con nient'altro che pregiate vinaigrettes.

Niente più il rozzo pane e salame per merenda, ma una raffinatissima fetta di tarte tatin. Mai più un bel tiramisù per concludere una cena, solo e soltanto coulants au chocolate.

E ti senti elevata spiritualmente, guardi tutti dall'alto della tua conoscenza di preziosi termini culinari francesi, disprezzi l'italianissima Zuppa Inglese e compri solo baguettes al supermercato.

Poi però decidi di preparare per una cena tra amici i tuoi collaudati coulants e sì, tutti gradiscono assai, ma nessuno riesce a memorizzare il loro nome, così... un'amica candidamente esclama: "Carlotta, ce ne sono ancora di quei culetti?".

Quandocevòcevò. Mi sta bene. Al diavolo tutte queste impalcature, oggi per merenda mi mangio pane e salame.

(da “Il mio corso di cucina, La pasticceria” di Marianne Magnier-Moreno)

Ingredienti
(per 6 stampini)

115 g di burro a pezzetti
115 g di cioccolato fondente al 70 % di cacao a pezzetti
115 g di zucchero semolato
4 uova
50 g di farina o maizena

I. Accendete il forno a 180° e preparate 6 stampini da forno. Sciogliete a bagnomaria il burro e il cioccolato, mescolando.

II. In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero, giusto il tempo di farle amalgamare bene.

III. Versate il composto di cioccolato nel composto di uova, mescolate quel poco che serve per amalgamare il tutto, poi unite la farina setacciata.

IV. Riempite gli stampini e infornate per 15 minuti.

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Note. Serviteli subito, belli caldi. Potete infornarli quando la cena sta per finire per poi portarli in tavola subitissimo.

Coffee mug cake: tortino à porter in tazza, al limone e cocco

Ovvero: come saziare la voglia di dolce in poco più di 3 minuti!

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Per preparare queste tortine in miniatura serve soltanto una mug (tazza da caffè americano), una forchetta ed un microonde, più eventualmente i misurini americani (in questo caso soltanto i tablespoons).

Certo non aspettatevi una raffinatezza, la consistenza dei mug cakes è un pochino chewy, come si dice, ma secondo me con un po’ di fantasia se ne può ricavare qualcosa di davvero carino, anche da offrire agli amici in mancanza di meglio!

Per esempio, togliendo il tortino dalla tazza una volta cotto, si potrebbe tagliare in 3 parti, bagnarle con dello sciroppo e farcire il tutto con panna montata, creando una mini layer cake, come qui. Oppure si può variare il formato, cuocendo il composto in piccole tazzine da espresso e decorare con un ciuffo di panna! Insomma sta all’estro di ognuno e alla capacità di inventiva…

Sul web se ne trovano di tanti tipi, ma il più famoso, ormai un classico della cucinasenzaperditeditempo made in USA, è quello al cioccolato, da me sperimentato qualche anno fa; era davvero buono: con cacao e gocce di cioccolato, lo avevo accompagnato con delle fragole fresche.

Questa volta ho voluto sperimentare, tentando una variante al limone e cocco, che ho servito con delle fettine di banana ed una spolverata di zucchero a velo.
Provatela! In fondo, bastano 3 minuti!

Ingredienti

4 tablespoons (40 g) farina 00
2 tablespoons (20 g) farina di cocco
4 tablespoons (40 g) zucchero
1 pizzico di lievito per dolci
1 uovo
3 tablespoons (50 ml) latte o acqua
3 tablespoons (50 ml) di olio di semi di girasole
scorza di 1 limone

Inserite tutti gli ingredienti in una mug (o in 4-5 tazzine da caffè) che vada bene per il microonde, mischiate bene con una forchetta fino a che il composto sarà omogeneo e senza grumi e fate cuocere al microonde per 3 minuti, alla massima potenza. Spolverate con zucchero a velo, decorate con fettine di banana o con quello che preferite e munitevi di cucchiaino!

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Note: restate a guardare il composto mentre si gonfia dentro al microonde, è davvero una piccola magia!

La prima torta dell’Autunno: pere e grano saraceno!

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L’altro giorno mi è capitato sott’occhi un vecchio quaderno di quinta elementare, quello di Italiano.

Tra qualche errore di ortografia, voti con improbabili diciture (“Bravissima!!!” “Molto Molto Bene!”), disegni davvero orrorifici e una calligrafia ancora troppo zoppicante, sfoglia che ti sfoglia, mi rendo conto di due cose:

1- La bambina che ero non aveva talento per il disegno. Orribile verità: nessun senso della prospettiva. Nessun accenno alle sfumature dei colori. Soprattutto: una visione totalmente distorta e trasformata della realtà in cui le signorine vestono sempre anni ’80, il sole sta sempre dietro una collina, i gatti hanno 6 zampe disposte una in fila all’altra e il cielo è una sottile riga azzurra orizzontale che corre lungo il margine alto del foglio. Inoltre: una totale banalità. Che duro colpo. E pensare che nella mia testa le immagini si creavano così nitide, così affascinanti! Maledette mani incapaci.

2- La bambina che ero si dilettava di Autunnologia: il quaderno infatti è pieno zeppo di racconti, filastrocche e poesie da me inventate che decantano la suddetta stagione, in ogni modo possibile. Ero letteralmente ossessionata dalle foglie che cadevano lente dagli alberi, dalle piogge settembrine e da qualsiasi altro cliché riguardi l’argomento. Ogni storiella che inventavo era ambientata in un bosco ad Ottobre e i lettini dei miei personaggi erano rigorosamente fatti con foglie secche intrecciate.

Ormai chi legge questo blog è a conoscenza del mio quasi odio per la stagione calda e quindi non si stupirà nel leggere queste righe; la mia passione per l’Autunno ed i mesi freddi in generale si è rafforzata e consolidata di anno in anno e resterà sempre parte di me… La “colpa” sarà di mia madre, che mi ha sempre infarcito il crevello di “Bosco di rovo” e Beatrix Potter….!

Ad ogni modo… da qualche giorno è iniziato il mio periodo preferito, le prime piogge si son fatte sentire ed ho già sistemato una seconda coperta sul letto.

Per festeggiare la nuova stagione questa torta si è rivelata perfetta, piena di frutta e dall’aroma particolare e avvolgente, grazie alla farina di grano saraceno. Credo che le pere si possano sostituire anche con le mele e… non mi disdegnerebbe tentarne una versione ai fichi! Provatela!

(ricetta tratta da Sale & Pepe Ottobre 2010, un po’ stravolta dalla sottoscritta)

Ingredienti

100 g farina 00
120 g farina di grano saraceno
100 g di zucchero
100 g di burro morbido
2 cucchiai di latte
3 uova
½ bustina di lievito per dolci
2 grosse pere mature e sode
Confettura di pere fatta in casa

I. Montate lo zucchero con il burro fino ad ottenere un composto spumoso e morbido; continuando a montare unite un uovo alla volta.

II. Incorporate con una spatola la farina 00 setacciata con il lievito e un pizzico di sale; poi unite anche la farina di grano saraceno, il latte e un bel cucchiaio di confettura.

III. Disponete l’impasto in una tortiera a cerniera imburrata ed infarinata e affondateci dentro le pere tagliate a fettine, con la buccia. Diluite 2 cucchiai di confettura con un goccio d’acqua e spennellate la superficie della torta. Infornate a 180° per 40 minuti.

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Crostata improvvisata di ricotta e mirtilli (con crosta a sorpresa!)

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Ecco cosa succede quando in casa si ha un rotolo di pasta brisée pronta e della ricotta prossima alla scadenza: con po’ di inventiva unita al sicuro successo di abbinamenti collaudati (mirtilli e pere), sono riuscita a sfornare questa crostata fragrante e profumata, molto fresca, perfetta per la fine dell’estate! Le pere dentro la crosta esterna conferiscono ancor più morbidezza e saranno una piacevole sorpresa per il palato.

Ingredienti

1 rotolo di pasta brisée pronta (o fatta da voi, ancor meglio!)
400 g di ricotta vaccina (se è troppo liquida, lasciatela in un colino per 15 minuti per eliminare il siero in eccesso)
1 cestino di mirtilli freschi
1 grossa pera
2 cucchiai di maizena
½ bustina di lievito per dolci
2 uova piccole
110 g di zucchero semolato
scorza di 1 limone

I. Accendete il forno a 180°. Rivestite uno stampo con la brisée, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e riponetelo in frigo.

II. Montate nella planetaria (o con la frusta) la ricotta con lo zucchero e la scorza di limone; aggiungete poi un uovo alla volta.

III. A mano incorporate la maizena e il lievito setacciati, poi i mirtilli.

IV. Trasferite il composto nello stampo con la brisée e livellate. Tagliate la pera senza buccia a fettine e disponetele lungo il bordo esterno, poi racchiudetele dentro la pasta in eccesso, formando una sorta di torciglione.

V. Infornate per 50 minuti e lasciate raffreddare su una griglia.

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Note: mangiatela a temperatura ambiente o fredda, mai calda di forno! Provate a prepararla con la pasta frolla o la sablée, per una crostata più ricca e dolce.
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