martedì 19 marzo 2013

Centrifugato di MELA VERDE, CAROTA E SEDANO

centrifugato1

La ricetta sta tutta nel titolo e l'unico requisito indispensabile per poterla replicare è, ovviamente, possedere una centrifuga.
Io ce l'ho da diversi anni e non posso davvero farne a meno: quando ho voglia di una bevanda un po' detox, fresca e colorata, quando sto per iniziare una dieta e il mio mondo sembra essere imploso in un deprimente buco nero senza fine, quando necessito di qualcosa che mi faccia passare i sensi di colpa per l'aver mangiato troppe fette di torta beh, la centrifuga corre sempre in mio aiuto!

E poi diciamolo: è MARZO. Nessuno se ne è accorto, ma è arrivato, è qui. E anzi: sta finendo. E io l'ho ignorato, come ogni anno. E dopo Marzo c'è Aprile e sarà già troppo tardi. Sapete a cosa mi riferisco, vero? 

Dunque se volete inaugurare la vostra lista di buoni propositi primaverili con un gesto propiziatorio e benaugurale, tirate fuori la vostra centrifuga e brindate alla vostra forza di volontà. 

Lavate 2 CAROTE, 1 MELA VERDE e 2-3 COSTE DI SEDANO. Riducete il tutto a cubetti e centrifugate. Stop. BEVETE SUBITO(Perché altrimenti il succo si ingrigisce e cambia di sapore, e allora addio buoni propositi!).

VARIANTI: potete unire un pezzetto di zenzero fresco, del succo di limone e/o di arancia. 

centrifugato2

martedì 29 gennaio 2013

Biscottini morbidi e leggeri al cocco e vaniglia



Ci sono momenti in cui vengo colta da un’improvvisa e violenta crisi di astinenza. Senza avvisaglie di alcun genere il corpo e la mente mi ordinano all’unisono di procurarmi al più presto un odore ma soprattutto un sapore ben preciso: IL COCCO.

Come altri ingredienti (vedi cannella, nocciole), anche il cocco nella mia famiglia è bistrattato, nonché odiato; e proprio come gli altri ingredienti, ahimé è tra i miei preferiti in assoluto.

Per questo spesso vengo colta da una crisi di astinenza. E allora come placare questa voglia irrefrenabile in modo rapido e facile? Preparando questi deliziosi biscotti morbidi, che sul libro da cui provengono vengono chiamati macaron

A quanto pare la versione americanizzata dei classici dolcetti francesi è proprio questa… mah… io non li riporto con questo nome perché, come vi sarete già accorti dalle foto, non hanno proprio niente in comune con gli originali. 

Ciò non toglie che siano davvero dei biscottini goduriosi e anche piuttosto leggeri (nel senso che non c’è burro né farina, ma attenzione, lo zucchero c’è e come!), dalla crosticina croccante e l’interno morbido morbido, perfetti per il tè o caffè del pomeriggio. 
So che non è una ricetta particolarmente originale o ricercata, ma è davvero un must per chi ama il cocco.

COME SI FANNO?

Accendete il forno a 180° e rivestite una teglia con carta forno. Mescolate in una ciotola 180 g di cocco rapé, 110 g di zucchero semolato (io ho usato quello alla vaniglia fatto in casa, che conferisce ai biscotti un aroma in più) e 2 albumi. Prelevate delle piccole porzioni di impasto con le mani e formate delle palline, disponetele sulla teglia ed infornate per 12 minuti (finché non vedrete che la superficie sarà leggermente dorata); lasciate freddare su una griglia. 

Se volete potete ricoprirli di cioccolata fusa, al latte o fondente per ricreare una sorta di “bounty” casalingo.

martedì 22 gennaio 2013

Bread per la colazione ai datteri e noci



Con la ricetta di questo bread vi auguro BUON NATALE, BUON ANNO e BUONA EPIFANIA

Non starò qui ad elencarvi i motivi per cui non ho potuto postare ricettine natalizie ipercaloriche che nemmeno correndo per 3 ore con in braccio Giuliano Ferrara sareste riusciti a smaltire..................................... cosa stavo dicendo? L’immagine di me con in braccio Giuliano Ferrara mi ha disorientata. Mi fa sempre quest’effetto.

Comunque eccome se ne ho fatti, di dolcetti ipercalorici: budini di pandoro, zabaione, biscotti, crostate speziate
Semplicemente, sono stata fagocitata dal turbinio natalizio, dalla frenesia, dal caos. E la voglia di riesumare la Reflex e cercare disperatamente un angolo luminoso per tutta la casa non si è fatta sentire.


Resta una certezza su tutte: Gennaio è il mese ufficiale del RICICLO FRUTTA SECCA.  Per tutti noi.
Dunque ho pensato di condividere con voi questo delizioso cake che è balzato istantaneamente nella mia personale top 10  dei “dolci –comfort”, “da freddo”.
Con il suo sapore corposo, ricco, aromatico questo è un cake esclusivamente invernale, post-natalizio ma da poter preparare anche durante le Feste (ormai, quelle dell’anno prossimo!), confezionare e regalare agli amici!

Per facilitare la preparazione, ho suddiviso gli ingredienti e le varie fasi di cui si compone la ricetta:

FASE I.

225 g di datteri secchi di buona qualità, privati del nocciolo interno e tagliati a pezzettini
1 cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
240 ml di acqua bollente
1 pizzico di sale

Unite tutti gli ingredienti in una ciotola e lasciate ammorbidire i datteri per una mezz’ora, comunque finché l’acqua non sarà diventata a temperatura ambiente.

FASE II.

200 g di farina 00
60 g di farina integrale (mia modifica, l’originale prevedeva tutta farina bianca)
110 g di zucchero di canna
1 cucchiaino e ½ di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella (che io ho dovuto omettere, pena la fucilazione da parte dei membri della mia famiglia)
115 g di burro morbido a pezzetti

Ecco la particolarità della ricetta: invece di procedere come un normale cake, o bread, qui si uniscono gli ingredienti secchi in una ciotola e poi si aggiunge il burro morbido e si sabbia il composto: proprio come una frolla! Non vi nascondo che mentre procedevo così continuavo a leggere e rileggere la ricetta, pensando “Ma davvero devo fare così? No forse ho tradotto male, no no, non può essere! Ma sì, è proprio così!” Insomma voi non lasciatevi intimidire dall’inusuale, non siate pavidi, adottate una atteggiamento zen e procedete sereni e tranquilli.

FASE III.

1 uovo
Scorza di 1 arancia non trattata (mia aggiunta)
1 cucchiaino di estratto naturale (badate bene: NON essenza)di vaniglia

Sempre più strano: a questo punto, proprio come una frolla, dovete rompere l’uovo in una piccola ciotola, aggiungere la scorza d’arancia e la vaniglia, sbattere qualche secondo con una forchetta e versare il tutto sul composto di farina e burro (FASE III DENTRO FASE II), mescolando. Di nuovo, mantenete un atteggiamento zen.

FASE IV.

50 g (anche 60) di noci spezzettate grossolanamente (se riuscite a trovare le pecan presumo che non ci starebbero affatto male… per me restano un miraggio)
La FASE I (i datteri ammollati nell’acqua)

A questo punto mi sembra piuttosto scontato ricordarvi di NON scolare dall’acqua i datteri, poiché sarà proprio quello il liquido che vi permetterà di rendere il vostro impasto morbido e decisamente più rassicurante: dunque unite all’impasto i datteri con la loro acqua e le noci, mescolando. Appena avrete ottenuto una consistenza omogenea rovesciate l’impasto in una teglia da plumcake imburrata ed infarinata e cuocete in FORNO CALDO a 180° per 1 ora (fare prova stecchino). Lasciate freddare prima di assaggiare!


NB: questo bread si conserva benissimo per 4 giorni buoni, il che vi permetterà di avere la colazione pronta per quasi tutti i giorni lavorativi! 

martedì 23 ottobre 2012

Focaccia al siero di latte (e la ricotta fatta in casa!)

Lo scorso fine settimana ho dedicato un'ora o poco più del mio tempo alla preparazione della ricotta fatta in casa, o meglio della cagliata; l'idea mi ronzava nella mente da anni, ma come succede spesso si era depositata in un angolino recondito della memoria e dunque era stata accantonata.

Io nutro una vera e propria ossessione per la ricotta: la amo da sola (quella buona), con un cucchiaino di caffè macinato e un po' di zucchero, con la marmellata e nella preparazione di qualsiasi piatto, sia esso dolce o salato! 

La sua versatilità, il suo gusto delicato e la sua consistenza estremamente morbida la rendono davvero un ingrediente indispensabile in cucina, da tenere sempre in frigo. 
Certo, c'è da dire però che la ricotta che troviamo al supermercato non ha niente a che vedere con quella fresca, quella vera: sembra piuttosto una crema spalmabile dall'odore indefinito e il sapore plasticoso. 

Ecco allora che l'idea di farsi la ricotta in casa mi è sembrata la soluzione migliore, soprattutto per quando non ce ne possiamo procurare di alta qualità e dovremmo ripiegare su quella industriale.

Il procedimento è semplicissimo, vi basterà avere una fuscella di plastica (il resto lo avrete sicuramente in casa): 

(per 200 g ) scaldate un litro di latte intero con una presa di sale e -poco prima che bolla- aggiungete 2 cucchiai di succo di limone; vedrete che dopo un minuto il latte inizia a separarsi in una parte grumosa più solida (la cagliata) e una più liquida (il siero); a questo punto spegnete il fuoco e mescolate per qualche minuto, dopodiché potrete filtrare la parte solida e sistemarla nella fuscella, tenendo da parte il siero. Lasciate riposare in frigo per almeno 2 ore.

Questa è la ricetta che si trova in rete, su vari forum e blog di cucina. 
Il sapore di questa "ricotta" è davvero ottimo, anche se la consistenza risulta un po' troppo dura rispetto a quella che avrei desiderato (forse basta scolarla un po' di meno dal liquido)! Mi riservo di continuare a sperimentare: vorrei provare a farla con latte di pecora o di capra, oppure mixare latte e panna fresca... In rete ho letto che, se vogliamo fare la vera ricotta (cioè cotta due volte) dobbiamo mettere a bollire il siero avanzato con una percentuale ulteriore di latte e ripetere tutto il procedimento (proverò a fare anche questo!). 

Probabilmente riunirò in un unico post tutte queste varianti. Nel frattempo, prosegue la mia amorosa inchiesta verso la ricotta perfetta!

Con il siero avanzato (e ne avanza tanto: 700 ml circa) potete preparare questa semplice focaccia, molto gustosa e fragrante (credo che si possa utilizzare anche per l'impasto di scones, cakes e pancakes!)

focaccia siero 2

focaccia siero 1

Ingredienti

500 g farina 0
1 cubetto di lievito di birra fresco (25 g)
300 ml di siero di latte a temperatura ambiente
10 g sale
10 g zucchero
20 ml olio extravergine di oliva

I. sbriciolate il cubetto di lievito nel siero di latte ed unitevi lo zucchero; lasciate sciogliere.
II. sul piano da lavoro (oppure dentro una ciotola capiente) versate la farina ed il sale, formando una fontana; al centro versate il composto liquido e l'olio; iniziate ad incorporare e poi impastate bene per almeno 6 o 7 minuti. Mettete a riposare in una ciotola unta d'olio, coprite con un panno e lasciate lievitare per almeno un'ora (fino al raddoppio).
III. sistemate l'impasto in una teglia rettangolare ed allargatelo bene con le mani; lasciate lievitare per una mezz'ora; praticate dei buchi con il vostro dito lungo tutta la superficie della pasta.
IV. preparate una salamoia mescolando parti uguali di acqua e olio + una presa abbondante di sale fino e spennellatela generosamente su tutta la superficie. Infornate per mezz'ora a 200°.

focaccia siero dettaglio

lunedì 24 settembre 2012

Peanut butter & chocolate chips cookies

Ho comprato il mio primo barattolo di burro d'arachidi qualche mese fa ed è stata una disgrazia di proporzioni disumane, giacché invece di utilizzarlo per qualche ricetta (come avevo previsto di fare) l'ho generosamente spalmato su fette di pane in cassetta con l'aggiunta di marmellata di fragole come se piovesse... Non ho resistito all'idea di poter finalmente gustare la merenda preferita dai bambini 'Mmerigàni! Il peanut butter and jelly sandwich  è un classicone intramontabile, così stucchevole e godurioso, così irriducibilmente POP (e anche un po' TRASH)!

Dovete sapere che questo sandwich è entrato di prepotenza nel mio immaginario collettivo (e nel vostro?), complici i film e le serie tv: quante volte ho visto mamme con sorriso smagliante e capelli perfetti (alle 6 di mattina??) tagliare via la crosta dal pane in cassetta e confezionare amorevolmente questi panini per la merenda (o il pranzo!) dei figli a scuola! 

Insomma: il burro di arachidi sta agli 'Mmerigàni come la Nutella a noi Italiani. (Dovrei proprio provarli insieme. sìsìsì).

Tutto questo per dirvi che, dopo aver fatto fuori il mio primo barattolo di peanut butter sono corsa al supermercato per procurarmene un secondo, dato che l'idea in principio era di utilizzarlo per la preparazione di questi buonissimi (e molto, molto, moooolto calorici) cookies, trovati ovviamente sul sito di Martha Stewart

Ingredienti (ricetta traslata in grammi e leggermente modificata)

110 g burro morbido 
50 g zucchero bianco
100 g zucchero di canna
180 g burro d'arachidi
130 g farina
170 g gocce di cioccolato fondente
1 uovo
1 cucchiaino di bicarbonato
1 bacca di vaniglia

PREPARATE UNA (O 2) TEGLIA FODERATA CON LA CARTA FORNO E REGOLATE IL FORNO A 180°

I. montate nella planetaria o con le fruste elettriche il burro, gli zuccheri e la vaniglia; unite il burro d'arachidi e poi l'uovo.

II. unite a mano la farina setacciata, il bicarbonato e le gocce di cioccolato. Formate delle palline con l'impasto(le mie le ho ottenute con il porzionatore per gelato) e sistematele sulla teglia piuttosto distanziate tra loro (appiattite leggermente le palline). Cuocete per 20 minuti.

I cookies pre cottura...
peanut butter chocolate cookies


E post!
peanut butter chocolate cookies

Note- Accompagnateli con un bel bicchiere di latte freddo e non consumate altro cibo per le successive 48 ore.














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