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Challah - il pane ebraico del Sabato

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Ecco una ricetta a cui sono molto affezionata e che ha saputo ritagliarsi un suo spazio nel cuore di tutta la famiglia: la Challah. La preparo da anni e ha sempre conquistato tutti, un po' per la sua indiscussa bellezza, che ti ammalia al primo sguardo, ma soprattutto per il suo sapore delicato e genuino e la consistenza sofficissima.





Di solito ne preparo due ogni Natale: una per la sera della Vigilia e una per il pranzo del 25 e vi assicuro che non ne è mai avanzata una sola fetta! In più essendo molto scenografica arreda la tavola meglio di qualsiasi altra decorazione.

(Scorrete in basso per leggere gli abbinamenti migliori per servirla)

Tradizionalmente lo Challah è un pane ebraico che viene consumato durante lo Shabbat, la Festa del Sabato, giorno in cui viene osservato il riposo. Ha la forma di una treccia che può essere composta anche da più di tre "fili", viene decorata con semi di papavero o sesamo ed è sostanzialmente un pane semi dolce, quasi una brioche.


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Ingredienti

500 g farina di media forza
200 ml di acqua a temperatura ambiente
30 g di zucchero semolato
16 g di lievito di birra fresco
2 uova
70 g di burro fuso non caldo
2 cucchiaini rasi di sale

in più:

1 tuorlo + qualche goccia di latte
semi di papavero

I.  Sciogliete il lievito di birra nell'acqua insieme allo zucchero. Sgusciate le uova in una piccola ciotola e sbattetele leggermente. Nella planetaria (o sul piano di lavoro) inserite la farina e aggiungete a filo l'acqua con il lievito, impastando con il gancio. A poco a poco unite le uova alternandole al burro, sempre continuando ad impastare (se lo fate a mano: formate una fontana nella farina ed unite tutti gli ingredienti nel mezzo, impastandoli con attenzione); per ultimo unite il sale, che non deve mai essere tenuto a contatto diretto con il lievito. Impastate per almeno 10 minuti, fino ad ottenere un composto piuttosto appiccicoso ma compatto. Trasferite in una ciotola grande unta con un po' d'olio, coprite con pellicola e mettete a lievitare per almeno 1 ora e mezzo.

II. Trasferite l'impasto sulla spianatoia infarinata, lavoratelo pochi secondi per renderlo meno appiccicoso e dividetelo in tre parti uguali. Formate 3 filoncini lunghi circa 30 cm ciascuno ed intrecciateli, chiudendo bene le estremità. Trasferite la treccia ottenuta su una teglia foderata di carta da forno, coprite con un panno pulito e mettete a lievitare per un'altra ora.

III. Spennellate la treccia con un tuorlo sbattuto con un po' di latte e cospargetela con i semi di papavero. Cuocete nel forno caldo a 200° per 25 - 30 minuti, finché la Challah non sarà ben dorata e colorata uniformemente. Lasciatela freddare prima di tagliarla.

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CON COSA ACCOMPAGNARLA?

La Challah è estremamente versatile: è perfetta per accompagnare sia il dolce, sia il salato.

Io di solito la porto in tavola con philadelphia, salmone affumicato, limone ed erba cipollina, oppure con i patè di natale (il mio preferito è quello di petto d'anatra al Porto, di cui cercherò di postare la ricetta), o con il prosciutto cotto, crudo o affumicato, ma anche tutti gli altri salumi e affettati. Ottima anche con tutte le confetture o marmellate, ancor meglio se grigliata e poi inzuppata nel caffellatte fumante.

Si mantiene fragrante per un paio di giorni se tenuta ben avvolta nella carta stagnola, dopodiché inizierà a seccarsi. Di solito finisce all'istante, quindi questo problema non dovrebbe presentarsi!

10 commenti:

  1. Quella mollica ha un aspetto sofficissimo. Stupendo tempestato di semini :)

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    1. sì, è molto soffice davvero... quanto son belli i semi di papavero? li metterei ovunque! bacio Fede

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  2. La voglio. Adesso. Tutta. Metà con praga e philadelphia, metà marmellata alla fragola. Grazie. Pasticcino che meravigliosa ricetta, bravissima!!!

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    1. grazie amor mio!!! questa va dritta dritta nel menù della nostra cenetta pre natalizia, che dici?

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  3. Ciao Carlotta :) Innanzitutto grazie per essere passata da me e complimenti per il tuo blog, mi sono unita con piacere ai tuoi lettori. Questo pane è stupendo, che brava che sei!!! Io non sono tanto brava con i lievitati, quindi mi limito ad ammirare (e a mangiare, ovviamente :D ) Un bacione, felice weekend! :**

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    1. Grazie mille Valentina! I lievitati non son difficili alla fine, basta seguire poche regole... prova dai! Son sicura che ce la fai, brava come sei! un bacione a te e grazie per esserti unita ai sostenitori!

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  4. Trovo sia una meraviglia, dev'essere morbidissimo! Un abbraccio e buon fine settimana!

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    1. grazie Marianna! ti mando un abbraccio in ritardo!

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  5. Ecco, io ho avuto la stessa reazione della Bea e non ho resisitito, ho dovuto farlo.
    Due volte però.
    Alla prima è venuto buonino ma catrozzoloso perché sono un'imbecille e ho letto frettolosamente e in ordine sparso.
    Allora l'ho rifatto perché mi era rimasta la voglia, ed evitando di cucinare tra un libro, una chiamata Skype, una suonatina di chitarra, una tinta per capelli e una maschera facciale, e concentrandomi e seguendo la ricetta in ordine cronologico (sì, le ricette in effetti servono un po' a quello), mi sono armata e ci ho riprovato.
    E ho goduto.
    Ho goduto molto.
    BRAVA!

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    Risposte
    1. Grande Ire!!! catrozzoloso mi piace tantissimo! ma una fotina l'hai fatta?? bacio

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